30 aprile 2014

Perché il matrimonio è così tanto odiato?


Su una delle cento  riviste che sfoglio ogni settimana, questa volta ho pescato un articolo provocatorio sull’argomento matrimonio. Non viene criticato il legame, quindi il senso profondo dell’unione, ma la modalità di festeggiamento e tutto ciò che ne deriva.  In effetti sono pochissimi quelli che non vedono le cerimonie come una vera tortura a cui devono per forza partecipare. Già dal momento della ricezione della partecipazione inizia un vero incubo. Ma perchè?

Ricordo che Enrico Brignano gli aveva dedicato un simpatico sketch comico, dove i futuri invitati archittettavano addirittura un finto litigio con gli sposi, pur di non partecipare al loro evento nuziale.
Arriva questo cartoncino avorio a casa e iniziano già le critiche.

Difatti nell’articolo il matrimonio viene definito “scomodo”.
Già, perché i futuri ospitano pensano:“Si sposano in un posto scomodo da raggiungere, si va a mangiare in un posto ancora più lontano, mi faranno male i piedi tutto il giorno, mi sentirò gonfia dopo il pranzo, non so cosa regalare e… non so come vestirmi.”
Aldilà del fatto che è spesso è già difficile mettere d’accordo 4 amici per una semplice cena fuori, come possiamo pretendere che nessuno, ma proprio nessuno, non avrà qualcosa da ridire? A questo punto entriamo nel dettaglio.
Tra cento invitati sicuramente per qualcuno le location scelte saranno distanti, è inevitabile.  Potreste anche organizzare il ricevimento a casa vostra, ma potreste anche sempre abitare a Honolulu.  Scarpe scomode, state tranquille, quest’anno il tacco in voga è quello medio, non più vertiginoso, e poi è inutile ostinarsi a indossare certi trampoli impossibili, e anche l’indecisione sul colore dell’outfit è un po’ da sfatare, siamo nel 2014, esistono mille nuance e mille colori, è mai possibile che riusciamo a fossilizzarci solo sui colori (il bianco e il nero) che non possiamo indossare? Quasi come se durante il resto dell’anno il nostro guardaroba fosse fornito solo di abiti di queste due tinte.

In fin dei conti questi due poveri sposi stanno cercando da più di un anno di organizzare ogni piccolo particolare per rendere indimenticabile quello che sarà il giorno più bello della loro vita, perché dobbiamo per forza cercare il pelo nell’uovo?
Ogni evento sembra dover essere per forza più bello di quello precedente a cui si è partecipato.  Ogni evento è unico a sé stesso e deve rispecchiare gli sposi, nient’altro.
E, se è vero che la location sarà scomoda, magari è perché gli sposi hanno cercato per diverso tempo quella dove poter offrire il pranzo migliore, senza dover sentire le lamentele sulle porzioni, sul tempo di servizio, sull’aria condizionata non funzionante, sul giardino inesistente.


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